ACCENNI
An cat dubh
Appelli pelosi
Appennino romagnolo
Bellaria Igea Marina
beppe grillo
Blog canile di Coriano
Bloggerdiguerra
Blupy
Caldo, purpureo schianto
Calletero
Ceinwyn
Daniela
Daniele Luttazzi
Edonia
Eliseablu
FedericoAldrovandi
Francamente..pensieri e parole
FreeIraq
Fuoridiscimmia
ilfastidio
Ilsatirosaggio
Indimedya
Io odio Berlusconi
ionontremo
Isadee
jacopocorsentino.splinder.com/
Kilombo
Korovabar
L'acchiappasogni
l'incommensurabilePatty
Labacarospa
Liberazione animale8
Luce sul mare
Magge
magna romagna
Marco Pesaresi
Merlino93
Michele Marziani
Miriam Ballerini
Moltitudini
Moonlight com
My_tv
Ninfaverde
oipa
Orbassano (TO)
Pensieri vagabondi
Pensierofilia
Pietro
Poemmsevribbody by Vento
Qualunquista
Rainews24
Rinascita nazionale
Rumpampero Terrazze fiorite
saccheggiatorcortese
Scrivendo,it
Seraf
Sgraffio
Simona27
SSSSilvioberlusconi
Swena luk in tu ior ais
Tiziano Terzani
Tribùribelli
Ufo italia
Un Pò Di Sana Pazzia
unavitadagattuso
uncensored- balto
Unsognoperdomani
VDF Centoquindici
VECCHIE GLORIE
vergogna.splinder
volobliquo
Volvera (TO)
wikipedia
Zampachipuo.com
oggi
novembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
marzo 2009
febbraio 2009
dicembre 2008
ottobre 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
allucinogeni
amore
animali
cazzate
compleanni
erbe
feste
foto
igea marina
incubi e deliri
ingiustizia
iraq
italia
itinerari
magia
mobbing
mondo
narrativa
natura
obrobrio
pensieri
poesie
politica
racconti
ricordi
santi
storie
video
visitato *loading* volte
Il libro di Giuseppe Carossia, "La Santa di Volvera", Alzani editore è in vendita presso la libreria Perro di Pinerolo (ex Tajo). Allegata al libro una cassetta che contiene la registrazione dell'unica intervista ufficiale di Mariuccia Sopegno concessa a "L'Eco del Chisone", realizzata da Pier Giovanni Trossero, e pubblicata in tre puntate tra il gennaio ed il febbraio del 1978.
| 23 giugno 2006 Volvera, un museo per ricordare la “santa” Mariuccia Sopegno VOLVERA - Il ricordo di Mariuccia Sopegno, la “santa” di Volvera, è ancora molto forte non solo in paese: da domenica la sua casa diventerà di nuovo meta di pellegrinaggi, con l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione permanente dedicato alla donna. La cerimonia si svolgerà alle 11 in via XXIV Maggio, dove la Sopegno ha vissuto e accolto migliaia di ammalati in cerca di una grazia: a 13 anni dalla sua scomparsa i locali torneranno ad animarsi, e i visitatori potranno ammirare la sterminata esposizione di ex voto e gli oggetti appartenuti alla “santa”.
L’associazione che porta il suo nome è impegnata da tempo perché venga attivato il processo di beatificazione e canonizzazione della donna, e l’apertura del museo è un primo passo in questo senso: far conoscere il più possibile la sua figura e valorizzarla, insieme alla sua opera e al suo insegnamento. La storia della “santa” è costellata di documenti, ritagli di giornale e lettere, oltre ai nomerosi ex voto, che i visitatori potranno trovare nella stalla dove la Sopegno riceveva, ogni giorno per molte ore di fila, gli ammalati. Si potranno ammirare anche alcune pagine del suo diario, oggetti personali, il vestito che era solita usare, fotografie dei fedeli e la sua statuetta della Madonna. Domenica sono attesi visitatori anche da Verona e Rimini, e l’esposizione rimarrà aperta tutto il giorno. A partire da lunedì l’esposizione sarà visitabile tutti i giorni feriali dalle 9 alle 12. Davide Medda VOLVERA - Secondogenita di cinque figli, Maria Sopegno è nata il 29 luglio 1917 in un cascinale nel centro di Volvera, nell’attuale via XXIV maggio. Figlia di agricoltori, Maria, di salute cagionevole, fu mantenuta in vita con notevoli difficoltà dai suoi genitori. La ragazza si distingueva dai coetanei per il suo carattere remissivo, introverso e riservato, ma incline ad aiutare i più deboli. Nell’ottobre del 1924, scrive nel suo diario, le apparve la Madonna. Stava dormendo nella stalla, su un giaciglio di paglia, quando fu svegliata «da una grande luce che illuminava tutta la stalla» e le apparve «una bella signora vestita di bianco». Maria non venne creduta. Di una seconda “visione” fu testimone la sorella, ma ancora Maria non venne creduta e del suo caso si interessarono parroco, medico e notabili del luogo. Nel maggio 1925 la “signora” riapparve alla bambina e le affidò una missione: «dove ci sono i malati vai e metti le tue mani, i mali scompariranno ed essi avranno la tua guarigione». A questa missione Maria non sarebbe mai venuta meno per oltre sessant’anni, ricevendo i malati nella stessa stanza in cui aveva avuto le apparizioni. I familiari, ancora perplessi, decisero di trasferirla dagli zii materni a Torino, dove terminò la seconda elementare, ma al suo rientro a Volvera, continuò a sostenere quanto raccontato in precedenza circa le “visioni”. Sembra che il primo ad aver avuto giovamento dalle sue facoltà di “guaritrice” sia stato il fratello maggiore Domenico e, quando la cosa divenne di dominio pubblico, le richieste di aiuto alla “ragazzina che cura gli ammalati”, crebbero a macchia d’olio. Il parroco di allora, don Ignazio Olivetti, attuò però nei confronti della ragazza una campagna denigratoria. All’inizio degli anni Trenta Il flusso di persone che si recava a Volvera dalla ragazza mise in allarme le autorità, che le imposero di lasciare la cittadina. Maria fu così trasferita prima a Genova e poi, dopo un suo ritorno a Volvera, ancora dagli zii a Torino, dove conseguì nel 1934 la licenza elementare. Rientrata a Volvera, riprese a svolgere la sua “missione”, ma le autorità la arrestarono. L’intercessione di qualche persona importante, che forse da lei avuto benefici, fece ridurre la pena a tre mesi di libertà vigilata dagli zii di Torino. Nell’ottobre 1936 Maria ottenne il diploma di infermiera all’ospedale “Mauriziano” di Torino, e nel cortile della sua casa arrivano senza sosta “pellegrini”. Un incontro importante per Maria fu quello con il dottor Natale Andreis, giunto a Volvera nel 1940 in qualità di medico condotto. Egli ritenne che le «guarigioni impossibili» della donna non potessero essere solo un fatto di autosuggestione collettiva e studiò a fondo il caso, illustrandone i risultati al “Convegno internazionale di metabologia” di Torino, nel 1952. Fra i due ci fu sempre un rapporto di stima, che i volveresi ricordano insieme al senso di sicurezza che davano loro le visite congiunte del “dutur e Mariuccia”. Le visite si susseguirono senza sosta, se non per brevi periodi a causa di lutti familiari, e ormai davanti alla stalla sostavano vere e proprie folle di persone. Il 25 giugno 1993, nonostante l’età e le precarie condizioni di salute, la “santa” ricevette ancora alcuni ammalati, ma la domenica, di ritorno dalla messa al duomo di Pinerolo, dopo pranzo, fu colta da un malessere. Spirò poco dopo tra le braccia dei suoi cari, alle 15,30 di domenica 27 giugno 1993. Circa 10mila persone resero omaggio alla salma, composta nella stanza in cui Mariuccia aveva ricevuto i pellegrini. Maria Vittoria Garavelli |

![]()

Massimo mi consola solo il pensiero ,dopo tutta la disperazione di questi giorni,la tristezza ,forse proprio perche in questi ultimi anni dopo aver discusso una vita eravamo anche amici,vicini, sarai libero da ogni male ,da ogni impedimento,libero di correre e volare ,"volare alto"come già facevi nella vita......spero di vederti un giorno alzando la testa per caso sfrecciare tra le nuvole,zizagando come un pazzo..ti mando un bacio, un abbraccio ..ti voglio bene.
ALBO D'ORO RALLY DI SAN MARINO
1970
Cavallari
Benvenuti
Porsche 911
1971
Pittoni
Bernacchini
Lancia Fulvia HF
1972
Bisulli
Zanuccoli
Fiat 124 Abarth
1973
Munari
Manucci
Lancia Fulvia HF
1974
Bisulli
Zanuccoli
Fiat 124 Abarth
1978
Zordan
Bedin
Porsche 911c
1979
Tony
Mannini
Lancia Stratos
1980
Vudafieri
Penariol
Fiat 131 Abarth
1981
Tony
Rudy
Opel Ascona 400
1982
Tognana
De Antoni
Lancia Rally
1983
Biason
Siviero
Lancia Rally
1984
Vudafieri
Pirollo
Lancia Rally
1985
Ercolani
Roggia
Lancia Rally
1986
Tabaton
Tedeschini
Lancia Delta S4
1987
Snijers
Colebunders
Lancia Delta 4WD
1988
De Martini
Gibellini
Audi 90 quattro
1989
Grossi
Mari
Lancia Delta int.
1990
Grecis
Ciceri
Lancia Delta int.
1991
Ercolani
Larcher
Lancia Delta int. 16v
1992
Pianezzola
Imerito
Lancia Delta 16v
1993
Grossi
Borri
Lancia Delta HF
1994
Navarra
Casazza
Subaru Impreza
1995
Grossi
Borri
Toyota Celica 4WD
1996
Ercolani
Manuzzi
Subaru Impreza
1997
Cunico
Scalvini
Ford Escort Conswort
1998
Aghini
D'Esposito
Toyota Corolla WRC
1999
Navarra
Fedeli
Ford Escort Conswort WRC
2000
Longhi
Baggio
Toyota Corolla WRC
2001
Andreucci
Giusti
Ford Focus WRC
2002
Aghini
D'Esposito
Peugeot 206 WRC
2003
Navarra
Fedeli
subaru Impreza STI
2004
Navarra
Fedeli
subaru Impreza STI
http://www.facebook.com/p.php?i=1608692642&k=Z615X3PY335CUCD1QB63VSPVTVJG
http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=119182210942&h=0RpRA&u=iDLcb&ref=nf
Raccolta firme per l'area sgambamento cani ad Igea Marina
Dedalo
di passi
e pensieri
sussurri frammenti
e sorrisi screpolati
sono cristalli
salgemma di questo scoglio
creste dorsali.......
“Umberto Dei” c’è, questo è certo. Ma cos’ che lo rende così attraente, accattivante, allettante, appetibile, gradevole, invitante, piacevole, affascinante, avvenente, di bell'aspetto, piacente, seducente, amabile, desiderabile? In fondo al post, che ti ringrazio davvero tanto se l’ospiterai, la risposta la troverai. Ovviamente, la vera e finale nonché definitiva risposta, la troverai nel libro. Eh, mica scarabocchiamo il web per rimboccarci le maniche e rimanere come una trota ai tempi di Zorro. Ciao e buon tutto.
Chi è o cos’è “Umerto Dei”?
E’ ciclo infinito dal quale è impossibile
uscire se non con una inizializzazione di
sistema. E’ goccia e cristallo che fugge
dal mar morto delle sinistre novecentesche,
che si ostina nella ricerca di vita e dei movimentismi.
E’ bicicletta (e “persona”) e comunanza.
E’ il contrario di uno. È’ principio di realtà,
si muove agile, veloce, mutevole perché sa, a
differenza dei generali di brigata,
che la più grande delle disfatte è già
alle nostre spalle. Sorvola la storia e
impara la distinzione, l'eccezione e la discrezione.
Non tollera la retorica, il populismo, le messe
cantate, le liturgie borghesi e le autoassoluzioni.
Si nutre di contemporaneità, di curiosità, di
pragmatico radicalismo. Umberto Dei è moderno e arcaico.
E’ culture, linguaggi e conflitti dentro e
oltre l'anno zero che mette al centro la ricerca, il
racconto, la costruzione di senso scritturale, la passione,
la comunità, il globale, il noir poetico, l’appasionato lirismo,
la memoria e la geografia, l'io, il
noi e l'es. Sbeffeggia gli oracoli
della globalizzazione e si interroga, a suo modo,
sulla profondità della crisi sociale e culturale
che attraversa il pianeta. Osserva i disastri
e le sconfitte. Ha provato spesso
a interrogarsi sulla direzione di marcia del
globo, del ritorno della via della seta e del
rinascimento, senza per questo tralasciare
il volgare consumismo delle
nazioni che dettano legge. Parla di lingue e dialetti.
Si nutre di parole quasi o ormai dimenticate
tra terra e comunità. E’ una goccia che
arranca alla ricerca di acqua e ha come unico
obiettivo il tuffo e la mescolanza, il gorgo e la
corrente, il fluire e il corrodere.
Traversamento icastico dell'apocalisse
contemporanea.
E’ residuo, margine, pura testimonianza.
Si piace, ma non cerca consenso. Ostinazione a esserci,
resistenza agli urti con grande capacità di riconciliazione.
Umberto Dei è in onda, un’altra volta un’altra onda.
Ascolta osserva e tifa autonomia. Si fida
dell'onda, ne rincorre traiettoria e deriva
tra generazioni e partecipazione. Spera che
l'onda pratichi la formattazione e un nuovo
inizio, oltre le colonne d'Ercole della nostra
memoria.
di Matteo Tassinari
Umberto Dei è moderno e arcaico
Ci piace pensare che esistano ancora sognatori che traggono ispirazione e dedicano storie a questo meraviglioso mezzo
La presentazione. Umberto Dei non è una persona. È una bicicletta. Anzi, un mito. E intorno a lei si snoda il romanzo di Michele Marziani, il cui protagonista, Arnaldo Scura, lascia un remunerativo lavoro da broker finanziario per fare il meccanico di biciclette. Il negozio di Arnaldo a Milano diviene crocevia di incontri, amori, pensieri, avventure. Fino a tingere di giallo le vicende di Nas, giovane studente afgano, aiutante del protagonista nella riparazione delle biciclette, ma soprattutto nel restauro delle Umberto Dei. Il finale, sorprendente, squarcia con ironia il pesante velo dei pregiudizi verso gli immigrati. Un tema caro all’autore, insieme a quello delle rivolte degli anni Settanta che, presente nel romanzo d’esordio “La trota ai tempi di Zorro”, torna, in tutt’altro contesto, anche in questa nuova prova narrativa di Marziani. Lo scrittore riminese si conferma abile nel trattare con competenza e leggerezza - senza cadere nell’ideologia e nel buonismo - problematiche attuali, dense e troppo spesso evitate da chi scrive romanzi. Il linguaggio utilizzato, una sorta di monologo interiore in cui le parole degli altri non sono chiuse tra virgolette ma inglobate nel testo, consente lo scorrere dolce e veloce di una storia che ha il sapore di una favola contemporanea, poetica e reale.
L'incipit. Quando ho visto brillare gli occhi di Nas di fronte alla mia Umberto Dei allora ho capito: la cultura è universale, altro che storie. È successo un pomeriggio di quelli in cui la luce nella bottega entra di taglio, quando il cielo è pulito e si sente il profumo dei glicini sul naviglio. Il ragazzo è entrato e sembrava un marocchino come gli altri, quelli che vengono a vedere se possono mettersi a posto la bicicletta coi tuoi attrezzi e se va bene ti lasciano un paio di euro, sennò si portano via pure una chiave o le pezze col mastice. Di solito non m’importa e li lascio venire. Non mi piace che di questa città si dica nel mondo che c’è diffidenza. Anche se a dirla per intero sarebbe pure così, ci si guarda tutti con un po’ di sospetto, anche qui sulla Martesana. Ma io vengo da un’altra vita, ho imparato che è meglio farsi portar via una chiave che lasciare la gente a piedi in mezzo a una strada.
L'autore. Michele Marziani è nato nel 1962 a Rimini dove attualmente risiede. Ha vissuto a lungo sul lago d'Orta e a Milano. Umberto Dei” è la sua seconda prova narrativa dopo il romanzo di esordio “La trota ai tempi di Zorro” (DeriveApprodi). È autore anche di diversi libri di viaggi, vini e cibi.








Ecco quasi con l'aspetto di un cane adulto ,ma a otto mesi è solo un cucciolone instancabile....



Achille sta crescendo...e non dà tregua..e non da tempo...è un tesoro ..un vandalo...
LO AMO....